
Non ho una sfera di cristallo ma se sei qui è perché hai preso in mano il tuo destino e lavori da freelance. Ci ho preso?
Allora immagino anche che per farti conoscere online hai creato in modo autonomo o con l’aiuto di qualche amico nerd quel primo sito web che ti accompagna da allora, quando muovevi i primi passi della tua attività.
Quel sito, per quanto acerbo e improvvisato, sembrava adattarsi alle tue esigenze e aspirazioni. Ma adesso?
Il tuo sito parla ancora la tua lingua? Rappresenta la tua immagine professionale?
Forse hai notato che il messaggio che vuoi comunicare non è più chiaro come un tempo.
Forse hai incontrato difficoltà ad aggiornare i contenuti o aggiungere nuove funzionalità.
Forse è lento o non riesci a comparire tra i risultati di Google.
O forse, semplicemente, senti il bisogno di dare una rinfrescata alla tua casa digitale.
Capisco bene questi desideri, questi bisogni, perché più della metà dei miei clienti, si sono rivolti a me per rifare un sito esistente. E anche io a dire il vero sono alle prese con il mio rebranding. Tutti i miei spazi digitali sono un cantiere aperto e di recente ho fatto un micro restyling del mio sito web per aggiornare logo e colori in attesa di rifarlo totalmente.
E sai una cosa? Rifare un sito web professionale potrebbe essere una buona scelta anche per il tuo futuro!
Sì, perché il rifacimento del sito web non è solo una questione di aspetto grafico, ma riguarda tutta la presenza online, quello che trasmetti e la capacità di attirare e coinvolgere il pubblico. E sì, anche la capacità di convertire i visitatori in clienti.
Ma cosa bisogna fare prima ancora di rifare il sito? Quali sono gli errori da evitare? Come rendere interessante un sito web? Quanto tempo ci vuole per rifare un sito?
Okay, mi rendo conto che c’è tanta carne sul fuoco, perciò procediamo un punto alla volta!
Cosa trovi nell'articolo
Perché rifare il sito web?
Il rifacimento del sito web è necessario per ottimizzare i contenuti, garantire le performance e una maggiore sicurezza, migliorare la velocità di navigazione e l’esperienza utente.
Ma non si tratta solo di questo, pensaci un attimo: come vuoi accogliere le persone che arrivano sul tuo sito web? Di certo non con un sito vecchio, lento e sgangherato. Sarebbe un danno per la tua immagine professionale. Ti assicuro che le persone scappano a gambe levate dai siti caotici, difficili da navigare o con pagine che vanno a rilento.
Molto meglio avere un sito semplice, aggiornato e funzionale. Qui entra in gioco il redesign del sito web.
Differenza tra restyling e rifacimento del sito web
Il termine restyling, come suo significato, indica un cambio di look. Si tratta di modifiche leggere che interessano per lo più la grafica del sito web, immagini e contenuti.
Il tuo sito potrebbe aver bisogno di un restyling se vuoi dargli una rinfrescata, se hai creato una nuova brand identity e vuoi cambiare il logo o i colori della palette.
Il termine redesign indica invece una riprogettazione del sito web, quindi mettere mano a tutto: struttura, grafica, revisione e organizzazione dei contenuti. Comporta una trasformazione profonda, eliminazione di pagine e articoli, cambi di URL e, a volte, di dominio.
L’obiettivo è rendere il sito web il più intuitivo e user-friendly possibile, oltre che veloce e ottimizzato lato SEO.
La User Experience (UX) è una faccenda importante e se vuoi offrire un’esperienza utente ideale, devi curare anche l’accessibilità del sito e la sua adattabilità ai diversi dispositivi, come smartphone e tablet, oltre che desktop.
Quanto dura un sito web?
Quando è il momento di cambiare il layout del sito e migliorare SEO, contenuti e performance?
Dal lato tecnico, la durata media di un sito web si aggira tra i 2 e i 3 anni e, trascorso questo periodo, sarebbe bene rifare il sito. Questo perché le tendenze e le abitudini di navigazione cambiano, la tecnologia avanza a passo spedito e vengono introdotte di continuo nuove funzionalità.
Ma al di là del periodo di vita del sito, la maggior parte delle persone decide di rifare il proprio sito per modificare la grafica e l’aspetto visivo.
In realtà questa è la motivazione meno rilevante.
I motivi più rilevanti sono relativi al messaggio che vogliamo dare, alla comunicazione di sé e del proprio lavoro.
Ed è naturale: anche tu come professionista cambi, così come possono cambiare i tuoi obiettivi, i servizi che offri o le persone che vorresti raggiungere, quindi deve cambiare anche il sito e il modo in cui ti presenti online.
Rifare il sito è l’occasione per fare ordine e per togliere tutto quello che non serve e non ti rappresenta più. Ecco perché il mio consiglio è sempre quello di pensare e creare prima i contenuti: sono loro che parlano di te, raccontano i tuoi prodotti e servizi e permettono alle persone che ancora non ti conoscono di capire se sei tu la persona giusta per risolvere i loro problemi.
Cose da sapere prima di rifare il sito web
Prima di buttarti a capofitto nel restyling o redesign del tuo sito web, c’è una checklist da seguire per evitare errori più o meno gravi:
- Analizza il tuo sito attuale: senza un’idea chiara del punto di partenza e di dove vogliamo arrivare non si va da nessuna parte.
- Fai una SEO audit: ti aiuterà a capire se ci sono errori e come rifare il sito o riorganizzare i contenuti in modo più efficace.
Ad esempio, tu sai quali sono le pagine e gli articoli che portano più traffico al tuo sito? Se non lo sai puoi controllare l’andamento del tuo sito su Google Analytics e su Google Search Console.
Questo dato è fondamentale perché, quando decidi di rifare il sito, devi sapere come mantenere questo traffico o come reindirizzarlo su altre pagine o articoli.
Potresti accorgerti anche di avere delle pagine e degli articoli che ti portano tanto traffico ma non in target. In questo caso è meglio che quel traffico non arrivi più, perché non intercetta i tuoi clienti ideali, non converte o ti porta contatti non allineati alla tua offerta. - Assicurati che nel nuovo progetto di restyling o rifacimento ci sia tutto quello di cui hai bisogno e che non può mancare in un sito web.
- Ascolta i feedback e guardati intorno: cosa dicono le persone di te e del tuo sito? Quali sono i comportamenti più comuni di chi visita il tuo sito? Come sono fatti i siti che ti piacciono?
- Pianifica: considera che rifare un sito web richiede attenzione e tempo, di certo non basterà un giorno per ristrutturare la tua casa digitale.
So che la risposta al “quanto tempo ci vuole per rifare un sito web?” potrebbe sembrarti banale ma: dipende. La durata varia in base alle tue esigenze e alla complessità del progetto. - In generale poi:
- Assicurati che i link importanti siano in evidenza
- Se hai un sito monopagina è meglio che lo trasformi in un sito multipagina
- Se hai poche pagine è meglio che cerchi di ampliarlo (la struttura ideale è una pagina per ogni prodotto o servizio)
- Se hai pagine con poco testo è meglio che cerchi di scrivere qualcosa di più e creare contenuti rilevanti.
- Ricorda infatti che Google legge, e se tu non scrivi andrà a leggere da un’altra parte. Ma soprattutto, le persone sul web cercano informazioni e risposte e, attraverso quello che trovano nei tuoi contenuti, capiscono se i tuoi prodotti o servizi sono la soluzione adatta per loro.
Errori da evitare nel rifacimento del sito
Forse non hai mai pensato che rifare il sito web è più difficile che crearlo da zero. Senza questa consapevolezza, ogni modifica, grande o piccola che sia, potrebbe portare a conseguenze spiacevoli.
Per esempio: cambiare piattaforma, riorganizzare i contenuti, aggiungere o togliere pagine e articoli potrebbe mettere a rischio il posizionamento che tanto faticosamente hai ottenuto e mantenuto nel tempo. Un vero peccato!
Ma niente che non si possa conoscere, prevedere ed evitare. Quindi armati di carta, penna, una buona dose di ordine e pazienza e vediamo passo passo tutte le insidie che si nascondono in ogni fase del restyling di un sito e i casi in cui fare attenzione a non perdere traffico:
- Quando gli indirizzi delle pagine interne cambiano rispetto a quelli del sito vecchio.
Google ha indicizzato l’indirizzo vecchio, che magari è anche posizionato bene, e quando metti online il nuovo sito l’indirizzo non corrisponde e provoca una pagina di errore 404. Per evitare il problema bisogna impostare il redirect 301 in modo da reindirizzare l’indirizzo vecchio su quello nuovo. - Se cambi il dominio: se passi da un dominio .com a uno .it oppure da www.nomedominio.it a nomedominio.it agli occhi di Google hai cambiato l’indirizzo di casa e il tuo sito perde il posizionamento acquisito per ripartire praticamente da zero. È fondamentale fare i redirect, ma anche così si può perdere un po’ di traffico lo stesso.
Se fai modifiche al layout e all’aspetto grafico, devi comunque sapere che questo ha un impatto sull’UX, la velocità di caricamento e sui collegamenti interni. - Se metti il sito in manutenzione: serve per oscurare il vecchio sito mentre si lavora a quello nuovo, ma chi ti cerca, trova solo una pagina di cortesia, senza altre possibilità.
Oltre a essere poco accogliente, la pagina manutenzione causa danni a livello di SEO. - Se cambi piattaforma ma copi tutti i contenuti, potresti compromettere la visibilità del nuovo sito. Non si può avere due siti con contenuti duplicati, altrimenti il sito più nuovo viene penalizzato rispetto a quello più vecchio, che ha un’autorità maggiore agli occhi di Google.
Fare il restyling di un sito WordPress
Rifare il sito web è un’operazione piuttosto delicata, perciò spero di averti dato qualche buona indicazione per evitare gli errori più comuni e consigli utili per partire col piede giusto.
Se il tuo obiettivo è quello di aumentare il successo del tuo progetto online e metter mano al tuo vecchio sito, allora dovresti anche valutare se rifare il sito web in WordPress fa al caso tuo.
Sento già la tua domanda: perché dovresti rifare il sito web con WordPress?
Una prima risposta e che, una volta che il tuo sito WordPress è pronto, ne avrai il controllo completo: potrai aggiornare il tuo blog, modificare i testi, aggiungere nuove pagine, inserire foto, audio, video e qualunque altro contenuto ti venga in mente.
Tutto in autonomia, senza dover pagare qualcuno, e con poche competenze di base!
Ma questo non significa che dovrai prendere in carico anche le parti più tecniche e complicate, come quella di rifare il sito.
Se vuoi una mano a trasformare la tua casa digitale in qualcosa di davvero speciale, capace di rappresentare te e il tuo lavoro, scrivimi. Raccontami i tuoi progetti per il futuro e al resto ci penso io. Un bit alla volta.

La foto in evidenza è di Oxana V su Unsplash


